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Come regolamentare il settore della cannabis light

Vogliamo poter dire la nostra in quanto operatori del settore cannabis su come regolamentare il settore della cannabis light, ovviamente le nostre sono solo proposte e non pretendiamo di voler dettare legge quindi puoi leggere questo articolo come puramente descrittivo di alcune linee guida con le quali parte dei nostri colleghi potranno essere d’accordo.

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Regolamentare la canapa per il futuro delle aziende

Sono innumerevoli i motivi per cui ci sembra più che giusto regolamentare il nostro settore, regolamentare la cannabis light è in primis una necessità per le migliaia di aziende che hanno aperto composte da giovani e giovanissimi italiani.

Ma come regolamentarlo? Quali sono le giuste regole? Ed in che maniera bisogna inquadrare la posizione del venditore di canapa? Ovviamente l’escamotage dell’uso tecnico e collezionistico ha fatto la storia ed ha concluso il suo tempo, dunque si ha necessità di trovare un inquadramento.

Abbiamo raccolto alcune idee senza entrare in tecnicismi che riguardano molto più avvocati o commercialisti in merito di eventuali tassazioni o precise destinazioni d’uso, la nostra sarà come una chiacchierata fra amici in cui vi esponiamo alcuni possibili scenari su come si potrebbe regolamentare il settore della cannabis light.

Come è suddiviso il settore della cannabis light?

Il settore della cannabis light è suddiviso in vari settori specifici ognuno di questi si occupa di sezioni di mercato diverse nello specifico abbiamo selezionato quattro diverse categorie per identificare diverse tipologie di attività.

Aziende agricole: le aziende agricole si occupano della produzione di infiorescenze, possono produrre con diversi metodi di coltivazione Indoor, Outdoor, Greenhouse si occupano della vendita all’ingrosso e al dettaglio di infiorescenze di cannabis light.

Grow shop: negozi specializzati che vendono prodotti per la coltivazione oltre che semi, gadget ed altri articoli inerenti al mondo della cannabis in generale, è possibile trovare grow shop che vendono anche bustine di infiorescenze di cannabis light.

Hemp shop: sono negozi specializzati nella vendita di prodotti a base di cannabis, a partire dalle infiorescenze per finire con cosmetici e abbigliamento a base canapa, spesso questo tipo di attività hanno creato marchi a nome loro.

Produttori di olio CBD: la produzione di olio CBD viene effettuata da alcune aziende specifiche anche aziende agricole che si occupano dell’estrazione e successivamente della produzione di olio di CBD che poi viene venduto soprattutto nei negozi come Hemp shop e grow shop.

I più a rischio fra queste categorie sono proprio gli Hemp shop ed i Growshop  i quali vendono al dettaglio ed imbustano i loro prodotti di fatto assumendosi la responsabilità di prodotti non sempre coltivati direttamente da loro ma spesso da altre aziende agricole che in qualche modo possono discolparsi, c’è comunque da dire che le aziende agricole hanno anche il peso di passare molti più controlli.

Tieni presente che le normative in materie di cannabis sono sempre in aggiornamento e questo articolo è datato Settembre 2023.

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Come regolamentare i canapa shop?

Non sappiamo effettivamente quale sarebbe la maniera giusta per regolamentare il settore della cannabis light ma possiamo prendere spunto da altri paesi che hanno già legalizzato la cannabis ed il CBD circola liberamente senza problemi.

Spagna: in questo paese la cannabis viene venduta sia in canapa shop per quanto riguarda il CBD ma anche nelle associazioni dove si vende anche il THC e dove a volte puoi trovare anche infiorescenze CBD, i proprietari possono produrre in base a quanti associati effettivamente hanno per garantire loro il prodotto.

Olanda: qui la storia cambia, oggi non è tutto perfettamente normato e nonostante i negozi di cannabis abbiano delle licenze e dei permessi specifici molta della produzione è ancora fuori legge, in ogni caso i commercianti di questo prodotto possono fare affidamento su un turismo specifico e maggiori sicurezze.

California: in America stanno dando licenze molto costose a produttori e venditori al dettaglio con costi mostruosi da sostenere, tutto viaggia nella grande distribuzione e produzione ed è un mercato vastissimo ed impossibile da descrivere in poche righe, perciò dovrai accontentarti di sapere che i venditori hanno una posizione sociale controversa e non sempre se la passano troppo bene ciò viene compensato da alti possibili guadagni.

Quello che conta è che avremmo la necessità di poter continuare il nostro lavoro soprattutto visti gli investimenti fatti ed i costi sostenuti, tenendo conto che abbiamo aperto nella completa legalità e ad oggi ancora non abbiamo una regolamentazione certa, tutto ciò è scandaloso, siamo attività aperte da anni che pagano tasse e contributi senza avere alcuna garanzia sul futuro.

Le associazioni di settore che si occupano di cannabis light

Citiamo due delle maggiori associazioni di settore che si occupano principalmente di salvaguardare il nostro settore Canapa sativa Italia, Federcanapa, ce ne sono anche molte altre e non vogliamo assolutamente sminuirle, ma ci concentreremo principalmente su queste due.

Ci teniamo a dire che in questi anni le maggiori associazioni di settore che si occupano costantemente di cercare soluzioni ai problemi che accomunano chi ha deciso di investire nella cannabis in Italia, hanno dato un preziosissimo contributo ed è per questo che ancora oggi possiamo lavorare, ma cosa sarà del domani?

Noi pensiamo che sarebbe giusto farci lavorare regolarmente magari creando una vera e propria professione dietro il nostro lavoro, visto che siamo noi i pionieri e coloro che si sono immolati per la causa facendo informazione e distruggendo i paradigmi della nostra società, sarebbe una sorta di attestato di merito per aver aperto il mercato!

Come azienda abbiamo preso parte a numerose iniziative per far valere i nostri diritti e per unificare il settore cannabis e ad oggi attendiamo una normativa certa che ci consenta e ci invogli a voler fare ulteriori investimenti nel settore della cannabis light in Italia.

E tu come pensi che bisognerebbe regolamentare il settore della cannabis light?

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