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Come conservare al meglio la cannabis

Conservare al meglio la cannabis è una vera arte e bisogna essere dei veri appassionati e conoscitori di fiori e derivati per fare attenzione a quei piccoli dettagli che poi faranno la differenza sul mantenimento del prodotto.

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Dopo anni di consumo e studio di questa fantastica pianta abbiamo raccolto abbastanza esperienze da poter scrivere una guida completa che tratta dell’argomento conservazione del prodotto cannabis.

Quindi se sei alla ricerca di tutto ciò che c’è da sapere sulle modalità migliori per conservare marijuana sei nel posto giusto in questo articolo ti spiegheremo come fare.

Come conservare al meglio l’erba

Conservare nel migliore dei modi l’erba non è uno scherzo, bastano alcune accortezze per essere sicuri di non aver commesso errori che avrebbero potuto compromettere per sempre il nostro prodotto.

Esatto, l’erba è un prodotto vivo e cambia nel tempo, può migliorare come avviene per alcuni vini oppure in certi casi se conservata in modo sbagliato può diventare addirittura tossica e non più consumabile.

Ma come fare per essere sicuri di aver fatto tutto il possibile per conservare al meglio la nostra cannabis? Iniziamo da alcune accortezze:

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Dove mantenere la cannabis per conservarla al meglio?

Il miglior modo per mantenere le infiorescenze di cannabis è dentro il barattolo di vetro, meglio se ermetico o comunque ben sigillato ma siamo sicuri che sia l’unico modo?

Oltre che in vetro è necessario tenerla quanto più possibile in ambienti oscurati come un cassetto, un armadio o anche, volendo, in scatole chiuse, questo perché l’erba si rovina se viene esposta per troppo tempo alla luce.

Alcune correnti di pensiero dicono che anche le scatole di plastica purchè siano ermetiche ed oscurate siano un ottimo modo per conservare la cannabis in gradi di migliorarne le proprietà organolettiche.

Effettivamente la scatola di plastica è meno suscettibile a rottura la quale, nel caso del vetro, rischia di compromettere il prodotto, in quanto le schegge di vetro sono estremamente sottili e rischiano di finire nei nostri polmoni mettendo a rischio la nostra salute.

Un consiglio

Non tenere il barattolo troppo pieno… fai respirare la tua erba, ne ha bisogno e ti ripagherà migliorando nel tempo, ricordati sempre di arieggiare il barattolo o la scatola più volte al giorno facendo attenzione a muoverla tutta facendo prendere aria a tutto il contenitore.

Il controllo dell’umidità

Nella nostra guida abbiamo cercato di essere così specifici da separare due tipologie diverse di persone che hanno scopi diversi (chi la coltiva ad esempio) e anche quantità diverse di cannabis da dover conservare. (piccolo consumatore)

Nel primo caso, quello del piccolo consumatore che può detenere fino ad un massimo di 50g di cannabis circa il nostro consiglio è di utilizzare barattoli di vetro mantenendoli al buio non preoccupandosi di tanti fattori se non quello di aprire il barattolo un paio di volte al giorno facendo prendere aria a tutte le cime.

Nel caso di professionisti o di persone molto scrupolose esiste anche l’esigenza di dover controllare l’umidità e la temperatura che devono essere rispettivamente 21°e 50% per questo esistono dei regolatori dell’umidità (boveda) da inserire all’interno dei contenitori sia di vetro che di plastica.

Controllando l’umidità e la temperatura dell’ambiente saremo quasi certi anche del livello di umidità all’interno del fiore che è davvero molto importante per mantenerne consistenza e sapori inalterati e riuscire a migliorarlo nel tempo.

Cosa ne pensiamo noi?

Secondo il nostro punto di vista nel caso di grandi quantità è meglio utilizzare la plastica mentre invece le piccole quantità fino a 20/50 grammi è consigliabile mantenerle in vetro.

Che la plastica sia comunque un ottimo metodo per mantenere l’erba è testimoniato sia dal fatto che nei coffeeshop quasi tutti utilizzano scatole di plastica ed  anche i coltivatori all’ingrosso utilizzano i barili blu ermetici per mantenere grandi quantità di marijuana.

Inoltre la plastica ha anche il vantaggio di essere facilmente oscurabile in quanto esistono diverse tipologie di scatole già oscurate mentre il vetro nella maggior parte dei casi è trasparente.

Per concludere, dipende tutto da che quantità hai a tua disposizione, le piccole quantità tienile pure in barattoli di vetro, ma se hai intenzione di fare le cose in grande limita i rischi ed utilizza la plastica.

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Come conservare al meglio l’hashish

Ora che abbiamo le idee più chiare su quale sia il modo migliore per conservare le infiorescenze di cannabis, passiamo a scoprire quale sia il metodo giusto per conservare  l’hashish.

A differenza della cannabis, l’hashish non ha problemi a rimanere a stretto contatto con la plastica come invece avviene per l’erba visto che questa non riesce a respirare se rimane avvolta in plastica stretta per troppo tempo.

L’hashish invece riesce a rimanere in perfetto stato di mantenimento se incartato nella plastica, bisogna solo fare attenzione quando lo si scarta ai piccoli residui di plastica per evitare di fumarli ed anche a conservarlo nel giusto ambiente.

A questo punto si apre un enorme parentesi su come riconoscere la qualità dell’hashish e come effettivamente capire il giusto metodo di mantenimento in base alla tipologia di prodotto.

Come capire se il fumo è buono?

In linea di massima, l’odore e il colore sono le principali caratteristiche che ti consentiranno di capire se un hashish è di qualità oppure si tratta di un prodotto scarso.

Altro metodo è vedere la cenere dopo aver consumato il prodotto, solitamente cenere scura è sinonimo di cattiva qualità… Quindi cenere chiara potrebbe essere un sintomo positivo… Ma anche qui non è una scienza esatta…

E dunque qual è il modo migliore di conservare l’hashish e come farlo in base alla tipologia? Abbiamo provato a darti la nostra risposta nelle righe qui sotto.

Come conservare il fumo in base alla tipologia

Ogni tipologia di hashish deve necessariamente essere conservata in un modo specifico e differente, dunque abbiamo raccolto una serie di tipologie diverse di estrazioni cercando di essere quanto più precisi possibile nelle modalità di conservazione.

Estrazioni 

Per estrazioni intendiamo a freddo o a gas, e sono quelle tipologie di prodotti più delicati e molto sensibili a sbalzi di temperatura e cambiamenti di ambiente per questo negli anni abbiamo imparato a conservarli al meglio.

Se parliamo di prodotti come l’ice-o-lator il nostro consiglio è di mantenerli in frizzer avvolto in carta da forno e nuovamente impacchettato o in buste sottovuoto o anche in bustine di plastica tipo standup.

Per prodotti come il wax il miglior modo è usare la carta da forno per evitare che si incolli e venga disperso come potrebbe avvenire nella plastica e successivamente messo all’interno di scatole di plastica ermetiche.

Per tutte queste tipologie di prodotto è consigliabile il mantenimento all’interno di scatole di plastica sigillate tenute in frizzer o volendo anche in frigo, consigliamo il frizzer per migliore mantenimento ed evitare che determinati prodotti subiscano degradazione.

Polline

Questa tipologia di estrazione viene ottenuta attraverso la battitura delle cime secche e il successivo filtraggio attraverso delle reti microfine e a seconda della larghezza delle maglie otterremo hashish di maggiore o minore qualità.

Questa tipologia di prodotto va mantenuta all’interno della plastica tipo domopack e chiusa all’interno di un barattolo di vetro a temperatura controllata fra i 15° e i 20° con attenzione all’oscurità.

Ci sono alcune tipologie di polline che è meglio conservare in frigo per essere sicuri di non rischiare di rovinarlo soprattutto in estate quando le temperature sono più alte, altrimenti di norma potrebbe andare bene anche mantenerlo in vetro purchè sia in luogo asciutto.

Resine 

Per resine intendiamo prodotti direttamente dalla pianta fresca come potrebbe essere la rimanenza sulle mani o sulle forbici durante la fase di pulitura dalle foglie oppure anche in casi in cui la quantità è maggiore utilizzando la classica metodologia indiana per raccogliere “la charas”

Il miglior modo per mantenere questa tipologia di hashish è la carta da forno mantenendo il prodotto all’interno di un barattolo di vetro e possibilmente in frigorifero.

Ricordiamo che tutte le tipologie di hashish sono fortemente suscettibili ai cambi di temperatura modificando sia il sapore che il colore ed anche la consistenza, ma c’è qualche correlazione fra la qualità e la consistenza?

Cosa vuol dire se il fumo è duro?

Siamo sicuri che questo sia  per forza un sinonimo o parametro per giudicare che un hashish sia di bassa qualità o meno?

Esistono delle tipologie di estrazioni che producono dei veri e propri cristalli che per la maggior parte sono di consistenza apparentemente duri ma si tratta delle estrazioni più pure e pregiate.

Ovviamente il nostro consiglio è quello di annusare e cercare quanto possibile di aprire l’hashish cercando di andare a scovare i terpeni che difficilmente ci mentiranno sul vero essere di quello specifico prodotto.

IMMAGINE COPERTINA

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Quanto tempo si conserva una canna?

Se parliamo di una canna già tritata e rollata dobbiamo tenere conto del fatto che andando avanti nel tempo subirà dei peggioramenti, se teniamo conto che tritando le infiorescenze comunque il prodotto perderà qualcosa il procedimento, bisogna poi essere veloci nel consumarla.

Il tempo di conservazione di una canna già rollata avrà una durata di qualche mese prima di perdere quasi totalmente odori e terpeni.

Tempistiche della conservazione, ovviamente ci sono dei modi per mantenere quanto più integri queste proprietà come ad esempio i porta canna o anche magari bustine standup per mantenere quanto più possibile il prodotto.

E se mi voglio accendere una canna e tenerla nel posacenere?

C’è anche l’opzione che si voglia accendere la canna e poi lasciarla nel posacenere, in questo caso la durata e la conservazione si abbasserà ulteriormente in quanto la combustione và a rovinare praticamente tutte le proprietà organolettiche e tempo uno due giorni avrà un saporaccio.

In ogni caso per nostra esperienza se te la triti e te la rolli poi consumala perché il rischio che il prodotto si rovini c’è ed è molto alto.

Che succede se fumo erba vecchia?

In sé per sé se il prodotto è stato mantenuto rispettando degli standard come quelli sopra citati non hai grossi problemi anche se consumiamo un erba prodotta fino ad uno / due anni prima, ovviamente nel tempo perderà di qualità piano piano.

Ovviamente però facciamo attenzione all’aspetto, colori nero scuri, consistenze mollicce o sfumature di colore bianco tipo ragnatela potrebbero essere presagio di muffe anche tossiche.

Problemi di muffe

I problemi di muffe sono molto frequenti soprattutto per quanto riguarda il mercato nero, in quanto il rischio che il venditore per evitare di rimetterci non faccia troppa attenzione alla qualità del prodotto è davvero alto.

Succede che si consumino prodotti che hanno delle muffe e se questa cosa avviene una volta per sbaglio non è un grosso rischio ma facendolo continuamente si hanno rischi anche gravi per la salute.

Oltre alle muffe sono anche rischiosi i metalli pesanti ed altri pesticidi che vengono utilizzati per le coltivazioni, in questo, un mercato libero e legale aiuterebbe i produttori a trovare degli standard qualitativi proteggendo il consumatore.

Speriamo di essere stati quanto più precisi possibile nell’elencare i migliori modi per conservare la cannabis e continueremo ad aggiornare questo articolo nel tempo cercando di farlo diventare una vera bibbia per gli interessati all’argomento.

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